“Cardiomiopatie feline, dalla genetica alle novità terapeutiche” La Settimana Veterinaria N°898

Cardiologia veterinaria. Aggiornamenti a Bologna
Cardiomiopatie feline, dalla genetica alle novità terapeutiche
La diagnosi e il trattamento di queste malattie, nel primo seminario nazionale ad esse dedicato, organizzato dal Centro cardiologico veterinario.

l seminario dal titolo “Cardiomiopatie feline…genetica, sintomi clinici, diagnosi e nuove frontiere terapeutiche” si è rivelato un importante momento di incontro tra veterinari, Università e allevatori di razze feline. Per l’occasione, infatti, Christine Castellitto, presidente del Centro cardiologico veterinario, ha invitato alcuni esperti quali relatori dell’evento: Luigi Venco (libero professionista di Pavia, Scpa, Evpc), il prof. Francesco Porciello (Dipartimento di Medicina veterinaria, Perugia), Amedeo Pini (libero professionista di Varese, coordinatore commissione scientifica Cardiec), il prof. Giuliano Zaghini (docente dell’Università di Bologna presso il Dipartimento di Scienze mediche veterinarie) e Dario Domancich (presidente dell’Anfi, Associazione nazionale felina italiana). Sono stati proprio loro a dare inizio al seminario, sottolineando l’importanza della collaborazione tra allevatori, veterinari e Università per la ricerca e la lotta contro le cardiopatie feline ereditarie.

I relatori del convegno: da sinistra, Luigi Venco (libero professionista di Pavia, Scpa, Evpc), Christine Castellitto (presidente del Centro cardiologico veterinario), il prof. Giuliano Zaghini (docente dell’Università di Bologna presso il Dipartimento di Scienze mediche veterinarie), il prof. Francesco Porciello (Dipartimento di Medicina veterinaria, Perugia) e Amedeo Pini (libero professionista di Varese, coordinatore commissione scientifica Cardiec).
I relatori del convegno: da sinistra, Luigi Venco (libero professionista di Pavia, Scpa, Evpc), Christine Castellitto (presidente del Centro cardiologico veterinario), il prof. Giuliano Zaghini (docente dell’Università di Bologna presso il Dipartimento di Scienze mediche veterinarie), il prof. Francesco Porciello (Dipartimento di Medicina veterinaria, Perugia) e Amedeo Pini (libero professionista di Varese, coordinatore commissione scientifica Cardiec).

La dispnea nel gatto: quando è cardiopatico?
Luigi Venco ha parlato della dispnea come sintomo clinico di patologie cardiache, ma non solo. La dispnea è una difficoltà respiratoria ed è un sintomo grave, che necessita di trattamenti d’urgenza. Il medico veterinario è quindi costretto a visitare il paziente con la minor manipolazione possibile perché, in un simile momento caratterizzato da un forte stress, qualsiasi manualità può risultare fatale. L’anamnesi dev’essere raccolta rapidamente e finalizzata a comprendere l’insorgenza del sintomo, se il paziente ha mai manifestato tosse (che nel gatto non è un sintomo di cardiopatia, ma di patologia bronchiale/polmonare) e l’eventuale accesso all’ambiente esterno. Una grande importanza riveste la semeiotica e, in particolare, l’ispezione del respiro per valutare la frequenza respiratoria (circa 20-30 atti respiratori/minuto) e quale fase della respirazione risulta alterata. Non si devono trascurare la palpazione superficiale e profonda, la percussione e l’auscultazione del torace, che possono fornire informazioni utili per le diagnosi differenziali senza sottoporre immediatamente il paziente critico ad esami collaterali, come lo studio radiografico. La palpazione superficiale può permettere al clinico di valutare l’itto (se è rilevabile, attutito e dislocato) ed eventuali fremiti. La palpazione profonda del torace, se anormale, può indurre il medico a sospettare la presenza di una massa nel torace craniale (ad esempio, il linfoma mediastinico). A seconda del tipo di dispnea, si può dedurre la sede della lesione. Una dispnea inspiratoria (caratterizzata da una fase inspiratoria prolungata spesso accompagnata da rumori respiratori, con frequenza respiratoria in genere nella norma) è tipica di patologie a carico delle vie aeree superiori, mentre una dispnea espiratoria (dove si rileva, oltre alla fase passiva dovuta all’elasticità polmonare, anche l’intervento attivo dei muscoli addominali) manifesta una patologia a carico delle vie aeree inferiori. Molto frequenti, nella pratica quotidiana, sono le forme miste. La dispnea espiratoria, a sua volta, può essere suddivisa in ostruttiva (spesso associata ad asma felina) o restrittiva, accompagnata o meno dalla presenza all’auscultazione di rumori respiratori: nella forma “silenziosa” le cause principali sono il versamento pleurico, il pneumotorace e l’ernia diaframmatica; nella forma “rumorosa” rientrano le malattie broncopolmonari come filariosi, broncopolmoniti e neoplasie. Nel caso in cui il sospetto clinico sia relativo a versamento pleurico o pneumotorace, si consiglia di procedere subito alla toracentesi prima di qualsiasi altra procedura, come manovra salvavita e per valutare la natura del versamento. Quando le condizioni cliniche del paziente lo permettono, si può procedere all’esecuzione di esami collaterali quali lo studio radiografico e/o l’ecografia del torace. L’esame ecocardiografico può essere eseguito in seconda battuta, se necessario.

Cardiomegalia in corso di cardiomiopatia ipertrofica.
Cardiomegalia in corso di cardiomiopatia ipertrofica.